quest' intervista è interessante, anche se un pò vecchia ( risale all'uscita di Alexander )... forse mette un pò troppo l' accento sulle attitudini sessuali di Jared ( la solita vecchia storia del suo essere o non essere gay ), ma nel complesso l' ho trovata carina... ma ora non ricordo dove l' ho trovata

Jared Leto non si è mai tirato indietro di fronte ai rischi. E non lo ha fatto quando ha accettato di interpretare il miglior amico e amante del conquistatore Colin Farrell nel film epico Alexander che uscirà il prossimo autunno. Jared Leto mi ha appena toccato il capezzolo sinistro. Siamo seduti in un caffè a Hollywood non lontano dalla casa che ha affittato. Stiamo chiacchierando da due ore e di tanto in tanto mi ha sfiorato il braccio o la gamba per enfatizzare un punto. Ora è passato a darmi dei colpetti per lo stesso motivo. Probabilmente intendeva solo darmi un buffetto sul petto, ma la mira di Leto è precisa. L'attore solleva la mano e allunga il braccio e la punta del suo indice entra in contatto con quel piccolo punto invisibile del mio muscolo pettorale. Abbastanza sorpreso, dico a Leto quello che ha appena fatto. E lui risponde senza esitazioni: "Lo so che sono gay. Devo essere gay. Ti ho appena toccato il dannato capezzolo." Jared Leto non è gay e non sta per dichiararsi, ma di sicuro si diverte a lasciar intendere che lo possa essere. Forse siamo arrivati al punto che gli attori da copertina a Hollywood possono fare finta di essere gay – per divertire, per incuriosire e per attrarre - proprio come le star femminili (Britney e Madonna ad esempio). Certamente oggi sembra proprio così. A un certo punto della conversazione mi fa l'occhiolino con uno dei suoi occhioni tondi, blu acciaio, e scherza sul fatto che forse non è in grado di capire tutte le sfumature dei problemi dei gay, perché "Sono solo metà gay." In effetti, quando giungiamo a discutere della sessualità gay, Leto è aperto e a suo agio: è spesso diretto e addirittura un pò arrogante. "Ho sempre avuto un feeling profondo e ottimi rapporti con i gay e con le donne. E non ho nessuna intenzione di censurarmi su questa questione perché non ho problemi di questo genere," afferma Leto, abbandonato su un divano in un separé del ristorante. Leto – che in passato si è fatto notare per le unghie smaltate di blu -indossa un maglietta aderente con la scritta "wife beater" (picchio mia moglie) e un paio di pantaloni neri larghi. Tra i due capi di vestiario ben consumati si nota qualche centimetro di pelle nuda della pancia e, quando è in piedi, un pò della schiena. Con il suo aspetto angelico sembra prestare attenzione a cosa indossa sul suo corpo sodo e atletico ancora meno di quanto ne presta a quello che dice. A differenza di molte star, questo è un attore che non si preoccupa costantemente della sua immagine. Altrimenti non avrebbe forse preso parte al suo nuovo film che uscirà il 5 Novembre, Alexander, nel quale interpreta Hephaistion, il miglior amico, confidente, generale e (probabilmente) amante di Alessandro il Grande, interpretato da Colin Farrell. Diretto da Oliver Stone, il film da 100 milioni di dollari, pur trattando prevalentemente le conquiste belliche del re macedone, rappresenta esplicitamente la duplice sessualità del suo eroe. "Non è un film gay. È un film per tutti, ma Oliver è da ammirare. Ha avuto molto, molto coraggio. Non ha negato alcun aspetto della personalità di Alessandro," spiega Leto. "Non c'è stata alcuna prudenza e non abbiamo camminato sulle uova." Secondo Leto, Farrell nei panni di Alessandro ha rapporti con la Regina Roxane – interpretata dalla bella Rosario Dawson – e con Bagoa, l'eunuco reso famoso dal romanzo omoerotico di Mary Renault del 1972 The Persian Boy. (Bagoa è interpretato dall'esordiente Francisco Bosch, un ballerino dell'English National Ballet.) "Colin è stato grandioso e coraggioso," dice Leto,sedendosi in posizione eretta per addentare la sua omelette "Alessandro un momento prima era in compagnia di Bagoa e un momento dopo si scopava la regina barbarica [Roxane] su una scala." Si tratta di un grande progresso. Dopo tutto questo è un film ambientato nell'antichità, un genere di Hollywood che avrebbe potuto fare molta luce sui rapporti omosessuali e che invece negli ultimi decenni non ha fatto altro che negarli. Anche nel recente e costosissimo Troy il muscoloso e abbronzato Achille interpretato da Brad Pitt e il suo amico biondo Patroclo sono stati trasformati in più rassicuranti cugini, e senza che si scambiassero neanche un bacio. Di certo, lo Spartacus del 1960 offriva qualche briciola di implicazione. Ma solo otto anni dopo, in un TV movie con William Shatner nei panni di Alessandro, Efestione – l'uomo più importante nella vita del conquistatore – non appariva neanche. "Hollywood ha sempre rifiutato di mostrare Alessandro ed Efestione come più di buoni amici," spiega Jeanne Reames-Zimmerman, professore associato di storia all'Università del Nebraska di Omaha e specialista in storia macedone. Sfortunatamente, gli occhi sono ancora puntati sulla rappresentazione di Stone della relazione tra Alessandro ed Efestione. Innanzitutto, diversamente dalle voci circolate inizialmente, non si vedranno scene di sesso tra Leto e Farrell – con buona pace di chi voleva un pò di role-playing greco attivo e passivo tra due delle star più sexy di Hollywood. Secondo Leto, la sceneggiatura non ha mai incluso scene d'amore tra i due. "Tra me e Colin non c'è niente di fisico, a parte qualche abbraccio," spiega Leto, aggiungendo, "Se ci fosse stata una scena di sesso, stai pur certo che sarebbe stata la migliore scena di sesso che tu abbia mai visto in tutta la tua vita. Nessuno avrebbe mai più potuto fare una scena di sesso tra due uomini dopo di quella. Sarebbe stata la più grande festa di sesso di tutti i tempi." "Jared ha lavorato infaticabilmente," afferma Colin Farrell con entusiasmo. "Ho lavorato a stretto contatto con lui per sei mesi ed è sempre stato una gioia." Ma l'attore non vede la mancanza di una scena d'amore come un tentativo di evitare l'argomento. Al contrario, è sicuro che il film faccia vedere chiaramente che questi due brutali e sanguinosi guerrieri erano anche amanti. [Anche Farrell è d'accordo; vedere sotto.] "Era l'amore più profondo che si possa immaginare," dice Leto, aggrottandosi leggermente, come se stesse riflettendo attentamente sull'argomento." "Alessandro ed Efestione erano due persone che si completavano a vicenda. Penso che i gay capiranno la loro relazione la prima volta che ci vedono insieme, che ci sia il sesso o no." E gli eterosessuali? La sua opinione è che sarà chiaro anche per loro, e se andranno a vedere il film solo perché è un kolossal d'azione, ancora meglio. "In ultima analisi, penso che sia più importante che chi si trova a disagio con questo tipo di cose esca dal cinema dicendo, 'Wow, davvero c'era qualcosa di speciale tra loro, qualcosa di unico, " spiega Leto, che ricorda il consiglio di Robin Lane Fox, il consulente storico del film e autore della prestigiosa biografia di Alessandro il Grande del 1973: "Ricordati, ogni volta che il tuo sguardo si posa su Alessandro, deve essere uno sguardo d'amore." Alessandro ed Efestione sarebbero stati sicuramente felici di vedere il loro amore idealizzato sullo schermo. "Alessandro ed Efestione crebbero insieme, la loro era un'amicizia profonda ma erano anche amanti sessualmente," spiega Fox. "La loro amicizia nata durante l'adolescenza durò per più di 15 anni, forse anche dopo che il desiderio sessuale si spense. Non si trattava di semplice passione sessuale. Alessandro amò profondamente Efestione, fino alla fine della loro vita e il film di Oliver Stone riesce a cogliere questa relazione alla perfezione." Per la cronaca, non c'é una categorica evidenza che Alessandro ed Efestione abbiano avuto una relazione sessuale. Ma gli storici l'hanno dato per scontato per secoli, ed asseriscono che invece i due furono amanti, almeno durante la giovinezza. "L'evidenza circostanziale suggerisce un'alta probabilità", dice Reames-Zimmerman. Persino uno degli autori Romani, Aelian, scrisse una volta: "Alessandro fu sconfitto una volta sola, e lo fu dalle cosce di Efestione". Un bel quadretto, ma nulla che faccia preoccupare Leto, che ammette che lui e gli altri membri del cast hanno persino discusso tra loro del ruolo sessuale che Alessandro può aver ricoperto. E' possibile che il Re-guerriero fosse quello che "stava sotto"? "Ne abbiamo parlato" dice Leto, "Vedi, Alessandro conquistò il mondo...forse aveva bisogno di qualcuno che conquistasse lui....Non si può mai sapere..."
Leto, che ha appena finito il suo pranzo, insiste per pagare il conto."Dato che questo é il nostro primo appuntamento, tocca a me!", scherza. In piedi per strada, nella tagliente luce autunnale di Los Angeles, Leto accetta di chiacchierare ancora un pò in un vicino caffè. Quando le domande sviano dal film verso la sua vita personale, però, l'attore diventa chiaramente meno a suo agio. E' come se fosse calato giù un qualche filtro che lo rende criptico, facendogli dare solo risposte vaghe e scontate. Secondo le storie che circolano su di lui, é nato a Bossier, Los Angeles, ma non ha vissuto lì per molto. Suo padre (che lui ha mantenuto) era assente, perché carcerato. La madre é un'artista e lavorava come trapezista in un circo. Tra i luoghi in cui lui e suo fratello maggiore Shannon hanno vissuto da piccoli c'erano: New York, la California, la Flordia, la Pennsilvania, il Massachussets, l'Alaska, il Wyoming, Haiti e Washington. Ad un certo punto, la sua famiglia - povera in canna, dice Leto - si sistemò nel Colorado. "Si impara che la propria casa é dove si trova il tuo cuore", mi racconta. Più tardi, quando era adolescente, la sua famiglia finì in Virginia, dove lui lavorò come lavapiatti e portiere per un nightclub. "E' la vita che in un certo senso ci portò li; erano solo opportunità" dice davanti ad una tazza di the. Cercando di non perdere il filo, gli chiedo se anche sua madre stesse sempre cercando altre opportunità. "Dovresti chiederlo a lei" dice con una risata a denti stretti "Ed é molto difficile trovarla". Una cosa che Leto dice é che c'erano molto gay, nel circolo delle amicizie di sua madre quando era piccolo. "Sono cresciuto attorniato da artisti, e persone dalla mentalità liberale"; ricorda d'aver parlato d'omosessualità a 17 anni, con un amico gay di famiglia: "Gli ho domandato: di che si tratta?", e lui fa: "Guarda, non si tratta del sesso; si tratta di voler amare un altro uomo. Così forse i miei commenti sul film - sul fatto che tratta dell'amore di due uomini l'uno per l'altro - deriva proprio da questo", mi racconta. All'inizio Leto era interessato a dipingere, non a recitare. Ha studiato per un pò a Philadelphia (Università delle belle arti). Più tardi ha cambiato corso, e si é interessato del modo in cui si fanno i film, iscrivenosi alla scuola di Arti Visuali a Manhattan. A 22 anni migrò verò Ovest, a Los Angeles, e - virtualmente senza esperienza - ottenne la parte di Jordan Catalano, l'innamorato di Clare Danes, nel telefil cult : My so called life. Fin da allora, Leto ha dovuto scrollarsi di dosso l'immagine del teen-ager spezza-cuori. "Prende il recitare molto seriamente", precisa Farrel, facendo notare l'impegno del suo collega in ruoli difficili come in Black and White, America Psyco, Panic room, e Fight club. "Guarda i ruoli che ha avuto!" aggiunge. E piuttosto che contare semplicemente sul suo bell'aspetto, si é a volte imbarcato in ruoli che l'hanno letteralmente peggiorato. Nel suo ruolo migliore fino ad oggi, quando ha interpretato il drogato Harry Goldfarbg nel film Requiem for a dream, Leto perse 15 chili pur essendo già molto magro, così che alla fine era poco pià che pelle e ossa. Come disse un giornalista: "Leto é un caratterista, imprigionato in un mantello di perfezione fisica". Questo genere di riconoscimento lo rende orgoglioso. "Devi guadagnartela", dice, "E' qualcosa per cui ho dovuto lottare: Essere parte di qualcosa di buono, e mantenere la mia dignità. Non voglio svendermi.". Inoltre, rifuta di svendere anche la sua vita sentimentale, rendendola pubblica. Durante il quadriennio 1999-2003 usciva con l'attrice Cameron Diaz, ma non parlò mai di lei alla stampa. "Ho avuto una sola ragazza in tutta la mia vita" é tutto ciò che dice a riguardo oggi, senza nominarla. E, nonostante i pettegolezzi di quest'estate riportino un qualche rapporto con la star di Lost in Translation Scarlett Johnasson, lui dichiara di essere totalmente single. Leto dice di non avere un tipo ideale. "Sono attratto da tipi diversi di donne. Sono un fautore delle pari opportunità" dice. La stessa cosa non avviene con gli uomini. "Non ho mai avuto quel genere di attrazione che ho con le donne", dice, "Ma se incontrassi un uomo capace d'attrarmi...probabilmente non mi tirerei indietro. Certo é facile per me dirlo adesso. Se accadesse forse sarebbe una cosa difficile e spiazzante, considerato il mondo in cui viviamo." Ma l'attitudine anti-sociale di Leto - a cui non importa nulla se qualcuno può male interpretare i suoi scherzi e scambiarlo per un gay - é un segno che il mondo un poco sta cambiando. Prima di andarsene, Leto non resiste a lasciarsi andare ad un altro pò di scherzi; é conscio che gli uomini a volte lo guardano, e quando ciò accade lui semplicemente ignora la cosa, e pensa che i gay si accorgano da soli che lui é eterosessuale. "ma", dice con una risata ammiccante, ed un sorrisetto diabolico, "
Ci può sempre essere una possibilità!". Dopo pochi minuti si alza e mi saluta. Inaspettatamente mi abbraccia. E condisce il tutto con la classica pacca da ragazzo etero, sulla spalla.